Un Delitto, un Castigo e tanti personaggi

Siamo state invitate dal Teatro Menotti a vedere l’adattamento teatrale di Delitto e Castigo per la regia di Andrea Baracco.

C-H-E S-P-E-T-T-A-C-O-L-O!

La storia di Delitto e Castigo la conoscete tutti, russisti o meno è uno dei libri classici più famosi sulla faccia della Terra e non credo di stare esagerando.

Comunque di seguito, ecco un piccolo riassunto della trama:
Ambientato nella San Pietroburgo della metà dell’Ottocento, Delitto e Castigo segue la vicenda di Rodion Romanovič Raskol’nikov, ex studente di legge ridotto in miseria. Raskol’nikov è un ragazzo orgoglioso e isolato, motivo per cui sviluppa una teoria secondo la quale l’umanità si divide in uomini “ordinari”, soggetti alla legge morale, e uomini “straordinari”, che possono infrangere le leggi comuni se ciò serve a un bene superiore. Di quest’ultima categoria l’esempio riportato è Napoleone.

Convinto di appartenere alla seconda categoria e spinto dalla povertà e dal disprezzo per l’ingiustizia sociale, Raskol’nikov medita di uccidere Alëna Ivanovna, un’avida e crudele usuraia alla quale ha dato anch’egli in pegno alcuni dei suoi averi più cari. Dopo accurati calcoli Raskol’nikov si decide a mettere in pratica il suo piano. Il delitto dovrebbe permettergli di usare il denaro che ruberà all’usuraia per scopi nobili e dimostrare quindi la validità della sua teoria. Tuttavia, mentre Rodion sta commettendo il crimine, sopraggiunge inaspettatamente la sorella della vecchia, Lizaveta, che spinto da una brutalità inaspettata, egli uccide a sua volta. 

Dopo il crimine, Raskol’nikov cade in uno stato di febbre e paranoia per giorni, quasi al limite della pazzia. È tormentato dal senso di colpa, anche se razionalmente cerca di giustificare le proprie azioni.

Poco dopo essersi rimesso, Raskol’nikov fa conoscenza di alcuni personaggi che svoltano il suo modo di vedere il mondo e di riflettere sulle questioni della vita.

Particolarmente importante è Sonja Marmeladova, giovane costretta alla prostituzione per mantenere la famiglia. Nonostante la sua condizione, Sonja incarna la compassione, la fede cristiana e il sacrificio. Tra lei e Raskol’nikov nasce un legame profondo perchè Sonja rappresenta la possibilità di redenzione attraverso la sofferenza e l’umiltà.

Parallelamente si sviluppa l’indagine condotta dal giudice istruttore Porfirij Petrovič, uomo acuto e psicologicamente sottile, che sospetta di Raskol’nikov ma evita l’accusa diretta, preferendo spingerlo lentamente verso la confessione.

A questa vicenda si intreccia la situazione di tensione tra Svidrigajlov, personaggio moralmente ambiguo, e Dunja, sorella di Raskol’nikov. Svidrigajlov incarna una forma estrema di nichilismo, egli non crede in alcuna legge morale e vive senza rimorsi. Il suo suicidio finale funge da contrasto con il percorso di Raskol’nikov, mostrando cosa accade a chi rifiuta ogni possibilità di redenzione.

Alla fine del romanzo Raskol’nikov confessa il delitto, perché sopraffatto dal tormento interiore e grazie all’aiuto che gli deriva dai discorsi con Sonja. Viene condannato ai lavori forzati in Siberia, dove la ragazza lo segue. 

Nel finale Raskol’nikov non è ancora pienamente redento, ma ha finalmente accettato l’amore, la sofferenza e la responsabilità morale.

Attori sul palcoscenico alla fine dell'esibizione che si prendono gli applausi

Grazie alla scenografia minimale, ciò che davvero emerge sono i personaggi, il loro carattere, i loro pensieri e sentimenti.
Principalmente sul palco trovate sedie, un secchio ricolmo d’acqua, qualche struttura e scala su cui gli attori si arrampicano durante lo spettacolo, e delle porte che vengono calate all’occorrenza per dare forma agli appartamenti nei quali si svolge la vicenda.
La scenografia è tutta sui toni del grigio e nero e può rievocare, con un pizzico di immaginazione, una San Pietroburgo ottocentesca.

I personaggi invece, spiccano per i loro vestiti moderni, come Raskol’nikov in tuta rossa Adidas o Dunja in minigonna.
Gli attori sono molto giovani, ma non inesperti, riescono perfettamente a calarsi nelle parti che interpretano in modo magistrale. Tutta la sofferenza e la tensione interiore di Rodion è perfettamente rappresentata, non solo attraverso le battute, ma soprattutto attraverso i movimenti del corpo, i gesti, le espressioni del viso.
Più aumenta il suo tormento interiore e più i tic sul suo viso si fanno evidenti, riesce a mantenere la calma per molto meno tempo e si comporta in maniera sempre più strana.

Anche coloro che non avessero letto il romanzo prima di assistere a questa rappresentazione possono benissimo capire ed interpretare cosa sta passando Raskol’nikov in questi momenti.
Inoltre è facile riuscire a seguire il dialogo serrato, composto da numerose domande etiche che si svolge tra Raskol’nikov e altri personaggi come Razumichin, migliore amico del protagonista o Porfirij Petrovič.

Ogni personaggio incarna un tipo di persona: Raskol’nikov è il tormentato, Sonja è la ragazza pura e devota, nonostante la sua professione, Svidrigajlov è molto simile al protagonista della vicenda, ma più anziano e per questo gli è impossibile piegarsi al pentimento e arrivare alla redenzione, Dunja è una ragazza forte e determinata, ma che potrebbe scendere a compromessi per le persone che ama, Razumichin è l’amico leale, buono e semplice.

Elisa Scarlatini

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