
La Russista del mese:
Paola Coradi
Mi chiamo Paola Coradi e ho 27 anni. Sono diplomata in grafica e comunicazione e attualmente faccio la commessa in un negozio che amo. I miei principali hobby sono dipingere, leggere e ascoltare musica.
La Russia è stata e continua ad essere per me una grande rivelazione, sono appassionata della profondità che caratterizza questo paese e della loro lingua. Grazie a Russisti Anonimi per la loro passione e per quello che fanno, soprattutto per aver creato questo prezioso spazio per chi, come me, vuole condividere la propria passione.
Contatti di Paola:
Editoriale Russisti Anonimi
Leggendo le vostre storie, rivivendo attraverso i vostri occhi la nascita dell’amore per un universo che tanto mi è caro, mi emoziono: ritrovo parti di me, scopro nuove sfumature e aggiungo tasselli all’immenso e inesauribile mosaico che è la cultura russa. Il germe della passione, d’altronde, può nascondersi dove meno ce lo aspettiamo e farsi strada attraverso legami e coincidenze che sembrano casuali, ma che finiscono sempre per condurci dove dobbiamo essere.
Così accade anche nella storia di Paola, la nostra Russista del mese: un percorso fatto di incontri inattesi e di piccole rivelazioni che, passo dopo passo, l’hanno avvicinata alla Russia e alla sua lingua, come se un filo sottile e tenace la stesse guidando da tempo. Paola, che con orgoglio posso dire essere una studentessa meravigliosa con cui è una gioia lavorare, in questo articolo ripercorre la sua storia d’amore con la lingua e la cultura russa.
Un percorso che parte dai tatuaggi criminali, passa per le opere di Dostoevskij, il cinema di Tarkovskij, la musica di Čajkovskij, e trova, nella loro forza evocativa, nuova linfa per il suo talento creativo e ispirazione per tele di una bellezza struggente.
I quadri di Paola, come vedrete voi stessi, sono il riflesso esatto di quell’amore profondo, a tratti inspiegabile, che accomuna tutti noi Russisti. Quindi, penso sia proprio arrivato il momento di lasciarvi a questo racconto sentito, fatto di parole che scorrono veloci, e immagini che sono certa vi faranno vibrare l’anima.
P.S. E un grazie speciale a Paola per aver incluso anche me in questa dolce dedica. Sono contenta, nel mio piccolo, di sostenerti nelle tue aspirazioni, per cui, credimi, sei perfettamente all’altezza.
TATUAGGI, ARTE, MUSICA, LETTERATURA FINO ALLA LINGUA
Ciao a tutti, il mio desiderio di parlare di ciò che mi appassiona di più oggi finalmente si avvera. In questo articolo ci saranno delle vere e proprie fasi nelle quali la Russia mi ha accompagnato.

La prima scoperta: i tatuaggi
La mia passione è iniziata precisamente intorno al 2020, quando scoprì l’esistenza dei tatuaggi criminali russi. La prima cosa che mi ha fortemente colpito fin da subito è certamente il fatto che per i russi, i tatuaggi sono una cosa seria. In un paese dove tutto è preso con leggerezza, i tatuaggi criminali russi sono un reale linguaggio, un segno di riconoscimento nel senso più vero del termine. I criminali russi ritengono i tatuaggi una sorta di divisa. Infatti, tramite il corpo di un individuo si può subito capire che crimine abbia commesso, il grado di pericolosità del criminale, insomma il tatuaggio racconta tutta la vita della persona in questione.
Ecco questo, per me, è stato il primo incontro con quella che io ritengo la profondità tipica della Russia. Sentivo già allora un qualcosa vibrare con la mia anima, e solo poi ho capito che si trattava proprio di questa profondità,che i russi hanno nella maggior parte delle cose che li riguardano. Ma andiamo per gradi.
Letteratura, arte, musica
Con il passare del tempo, mi sono avvicinata piano piano alla letteratura russa e in particolare modo a Fëdor Michajlovič Dostoevskij.
Il primo libro che ho letto fu “Delitto e Castigo”, fino ad arrivare ai Fratelli Karamazov. Mi appassionai talmente tanto che iniziai a leggere tutto ciò che aveva scritto, i saggi che lo riguardavano in prima persona, o che riguardavano la sua fede, la questione esistenziale del bene e del male trattata nei suoi romanzi e tanto altro.


Tatyana Aleksandrovna Kasatkina, filosofa, filologa, esperta di cultura, studiosa di religione e scrittrice russa l’ha descritto molto bene in una conferenza dicendo che “a questo scrittore è sempre interessato vedere e comprendere il movimento verticale dell’anima del uomo, e cioè quando e come va in alto e quando e come cade in basso”. Personalmente sono affezionata a questa definizione poiché la ritengo degna della grandezza di questo autore.
In quel momento c’è stata una svolta nella mia vita, tanti cambiamenti, tante nuove consapevolezze: in un certo senso si è tracciata come una specie di strada, diversa dalle altre che avevo visto fino a quel momento, totalmente nuova ma soprattutto, finalmente, una strada solo mia.
Poi è arrivato il cinema di Andréj Arsén’evič Tarkóvskij,regista eccezionale scoperto grazie ad un caro amico,.Guardare un suo film significa scendere in quella profondità che tanto (come avrete dedotto) amo e ricerco. Io penso proprio possa essere definito un Dostoevskij del cinema, poiché nei suoi film ritrovo tanti temi a me cari che ho avuto la possibilità di leggere e macinare nei romanzi dello scrittore, come peraltro ha fatto anche Andrej stesso. Trovare un regista del genere significa per me trovare di certo un amico, un amico con l’anima affine alla mia.
Con il passare degli anni, ho iniziato a dipingere inizialmente con pittura acrilica e poi pittura ad olio, i miei quadri sono ispirati a personaggi/concetti di libri russi e, ovviamente, anche a Dostoevskij. In quasi ogni mio quadro mi sono permessa di inserire i tatuaggi russi dei quali ho parlato all’inizio di questo articolo, cercando di sceglierli il più accuratamente possibile, sia perché volevo che la mia pittura esprimesse appieno la mia passione sia perché i personaggi che dipingo derivano anche da romanzi di uno scrittore che è stato eccellente nel descrivere persone sull’orlo della perdizione, nonostante la speranza per il bene non si spenga mai, anzi spesso è più vicina di quanto si pensa.

Musica e coincidenze
Successivamente è subentrata la musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij, compositore che mi appassiona fin da piccola e che ho avuto modo in età adulta di approfondire e, di conseguenza, affezionarmici ancora di più.
Sempre restando sul tema della musica, quando stava iniziando a germogliare dentro di me la volontà di imparare la lingua russa, mi è capitato di scoprire che le melodie che più amo di alcune canzoni anche rap o hip hop americano derivano da musiche russe, faccio l’esempio della canzone “Design in Malice” dei Jedi Mind Tricks (gruppo hip hop americano), il beat di questa canzone riprende la musica Poljuško Pole: celebre canzone sovietica.
Una sera, invece, ero in un bar con un’amica a Bovezzo, un paese della provincia di Brescia (la mia città) e, ad un certo punto, un ragazzo del tavolo in parte a noi inizia a cantare l’inno nazionale russo. Ero basita, principalmente perché sembrava che tutto mi stesse comunicando che, forse, l’idea di iniziare a studiare la lingua russa, poteva essere per me un’ulteriore svolta della quale avevo bisogno senza ancora saperlo.
Il terzo ed ultimo episodio “strano”, è successo quest’estate.
A questo punto avevo già fatto un incontro conoscitivo con le Russiste per iniziare il corso online di lingua russa, e mentre ero in aeroporto e stavo andando al gate per imbarcarmi e andare a Barcellona in vacanza, in quell’esatto istante, un ragazzo al pianoforte suona le note di “Katjuša” una canzone che di certo conoscerete, è da sempre molto popolare in Russia.
Non so se tutte queste piccole coincidenze mi stessero effettivamente comunicando qualcosa, ma a me piace pensare che sia così.

La scelta di imparare la lingua russa
Con il passare degli anni, la passione non si è mai spenta ma ha iniziato a bruciare sempre di più, ho capito che quello che sto cercando si trova nella Russia.
Come già ho accennato poc’anzi, ho deciso di intraprendere un corso online di lingua russa perché, sì, anche la lingua russa ha quella profondità che continuo a ricercare, oltre a questo mi piacerebbe un giorno andare in Russia e riuscire a comunicare, conoscere russi per poter comprendere al meglio la loro cultura e conoscere la loro mentalità e perché no, magari più avanti, essere anche in grado di leggere i miei romanzi preferiti in lingua originale. Un sogno per me, potente e sincero.
Il mio percorso di apprendimento della lingua lo sto facendo con una delle Russiste, Sara! Un’insegnante eccellente, paziente, calma e molto brava a spiegare e farti sentire a proprio agio nonostante la lingua ostica poiché rappresenta davvero molte difficoltà, ma, Sara ti sprona nel modo giusto a non mollare e a rendere fattibile l’idea che si può veramente imparare questa lingua grazie alla costanza, l’impegno e la volontà.
Sempre Sara mi disse una cosa che mi è rimasta in testa e che per me è diventata molto significativa, mi disse che imparare la lingua russa significa imparare un nuovo modo di pensare.
Non credete che sia meraviglioso? Ritengo sia assolutamente affascinante, curioso, e fremo dalla voglia di poter comprendere appieno a cosa allude la mia insegnante.
Per me è una grande sfida, oltre che un obiettivo importante: non so ancora se ne sono all’altezza ma so che è quello che mi scalda il cuore e mi rende entusiasta!

Nota di pronuncia: come leggere correttamente “Glaza bojatsja, ruki delajut”?
Ascolta la pronuncia autentica del nostro madrelingua Maxim.
E tu riesci a ripeterlo allo stesso modo?

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