6 personaggi in cerca dell’autore e il giallo di “Margarita Prekrasnaja”: come un nostro racconto ha messo in subbuglio il dipartimento di russo
A volte la realtà supera la fantasia e questa è una di quelle volte.
Oggi ti racconto di quella volta in cui è comparso un misterioso annuncio nella bacheca dell’università in cui ci stavano cercando per pubblicare un nostro lavoro. Credimi, questa storia ha dell’assurdo!
Tutto ha inizio durante una lezione di lingua russa in Magistrale, quando la professoressa del corso di Monografico. Stavamo lavorando sulle teorie di Propp nella composizione della fiaba. Le funzioni di Propp, hai presente? Eroe, aiutante, messaggero… quelle lì. A spiegazione finita arriva la задача: scrivere una breve fiaba rispettando il modello di Propp e le funzioni dei personaggi. Un esercizio come tanti, o almeno così sembrava.
Per gioco, e forse un po’ per noia, decidemmo che il protagonista del nostro racconto non sarebbe stato un eroe qualunque, ma la nostra madrelingua di russo, già di per sé un personaggio ai limiti del fiabesco. Legata alla lingua tradizionale, ossessionata dalle etimologie, vere, presunte e talvolta immaginate, sempre impeccabile, con fiocchi, nastri e un bastone da passeggio, difensore del russo come se fosse un reperto archeologico.

Nel racconto, diventa la vittima di una riforma universitaria assurda: il nuovo approccio didattico prevede solo innovazione e tecnologia, dimenticando storia e tradizione. Un mondo in cui la lingua viene semplificata e resa puramente funzionale. Lei soffre, resiste, si adatta alle tecnologie moderne e alla fine trionfa, trovando un equilibrio tra passato e futuro. Diventa l’eroina per eccellenza.
Consegniamo il compito e ce ne dimenticammo completamente. Ma il computer su cui avevamo salvato il file, no. Era il 17 aprile 2023.
E qui inizia il giallo.
Passano due anni. Noi ci laureiamo, partiamo per 5 mesi per la Russia e torniamo.
Il 6 novembre 2024, riceviamo un messaggio da una collega di studi con la foto di un annuncio sulla bacheca dell’università.
“6 PERSONAGGI IN CERCA DELL’AUTORE “
Nell’annuncio, qualcuno cercava gli autori di un racconto in russo, trovato su un vecchio PC dell’università. Nessuna firma, solo una citazione dal racconto e una mail anonima.

Scriviamo una mail e riceviamo risposta, più di una. Inizia una corrispondenza un po’ delirante da entrambe le parti. Non avevamo idea di chi fosse il mittente, ma ci era chiaro che la persona in questione parlava perfettamente russo e italiano, a volte scrivendo in italiano con l’alfabeto russo.
Tutto si ferma. Passa un altro anno. il 23 gennaio 2025 riceviamo un messaggio audio da una collega che era ancora iscritta in università che ci rivela un fatto sconvolgente. Era lei. Il mittente di tutte quelle mail era lei: la madrelingua, la protagonista, l’unica persona che non avrebbe mai dovuto leggere il racconto. La stessa che per due anni ha cercato di pubblicare il nostro racconto, ma a cui non avevamo mai dato il consenso perchè… beh proprietà intellettuale. Poteva essere chiunque.
Il panico. Noi pensavamo si fosse offesa, infondo, le stavamo velatamente dando dell’antica. E invece… . Capisce il gioco, capisce la storia e il suo potenziale. Ma non finisce qui. La storia la entusiasma a tal punto che decide di correggere il testo dal punto di vista linguistico (a distanza di anni, mi metto le mani nei capelli rileggendo la prima versione), lo rimaneggia e aggiunge una cornice narrativa in stile manzoniano, i cui simulava il ritrovamento di un antico manoscritto.
Così, il nostro semplice esercizio universitario si trasforma in un racconto potente, elegante e pubblicabile. Nasce così Лесницкая Прекрасная nella versione che trovate qui sotto.
Morale della favola? Mai sottovalutare la capacità tech di una professoressa e, soprattutto… mai sottovalutare la lingua russa.

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